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«Questo presidente va cacciato»
Una mozione di Pd e lista civica per sfiduciare Francesco Rubino dal ruolo che riveste in Consiglio
Una mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale Francesco Rubino: è ciò che hanno deciso i consiglieri del Pd e della lista civica Sassuolo per Pattuzzi per «porre fine al clima infuocato dei consigli comunali sassolesi». «Il clima da stadio caratterizza da tempo il consiglio con mancanza di rispetto delle istituzioni da parte del presidente» spiega -Franca Cerverizzo, consigliere della lista civica. «Una decisione sofferta ma che pare essere l'unica percorribile per cercare di riportare il consiglio comunale ad un clima di sano e civile confronto democratico; le mancanze del presidente Rubino- spiegano dal Pd denotano scarsa conoscenza del regolamento e un utilizzo partigiano della posizione ricoperta ». Per Susanna Bollettini «la responsabilità politica del clima infuocato è anche del sindaco che sì dovrebbe prodigare per garantire il rispetto delle istituzioni comunali, prima fra tutte quella consigliare». Nella richiesta di revoca di Rubino dal ruolo di presidente i consiglieri denunciano mimerose violazioni al regolamento del consiglio comunale. Gli undici firmatari della :mozione citano vari episodi, a partire da una mancata convocazione del consiglio a seguito di richiestaì pervenuta da un quinto dei consiglieri il 14 febbraio; ma a Rubino viene anche attribuita la responsabilità di violazioni del regolamento riguardo il comportamento dei consiglieci, del sindaco, della Giunta e del pubblico, al quale è stato consentito di interrompere la seduta e offendere alcuni membri del consiglio. «L'ultima situazione risale alla seduta del 28 febbraio — spiega Giulia Pigoni del Pd - il presidente Rubino ha fatto presentare
un ordine del giorno dell'opposizione senza prima avvertirne i capigruppo e senza evitare che alcuni esponenti della maggioranza, evidentemente a conoscenza dell'ordine del giorno, esponessero cartelli provocatori». «Lo scopo della richiesta di revoca è quello di dare un messaggio forte alla città, presentando una mozione che a Sassuolo non era mai stata presentata, e di cui verrà informato anche il prefetto» spiega il consigliere Pd Sandro Morini. «La presentazione della sfiducia a pochi giorni dal consiglio nel quale dovrà essere approvato il bilancio continua Moriri - è stata decisa nella speranza che si possa affrontare il terna della programmazione economica del 2012 in un clima più sereno, magari con un altro presidente». Data la compattezza della maggioranza sembra da escludere l'approvazione, ma l'auspicio del Pd è che Giunta e maggioranza prendano coscienza del problema dando inizio a un iter che porti al miglioramento del clima delle sedute consiliari.dalla Gazzetta di Modena del 17/03/2012
Pena di morte: è polemica sui sì di Caselli e Menani
I post del sindaco e dell'assessore sulla tragedia di Tolosa scatenano il web
La città si divide, ldv indignato e il Pd attacca: «Devono ricordarsi del loro ruolo»
Pena di morte giusta per chi uccide i bambini. L'opinione, di quelle forti, è stata espressa sulla sua bacheca Facebook dal sindaco Luca Caselli. Scatenando, come era prevedibile, molte reazioni, tra cui in particolare quella, veemente, del rappresentante di Italia dei 'Valori a Sassuolo Raffaele Del Sante, che ha ripreso e commentato l'affermazione sulla sua pagina dei social network. «Chi uccide le persone merita l'ergastolo. Chi uccide i barabini meriterebbe la pena di morte. Detto da uno tendenzialmente contrario alla pena di morte». Questa è la frase scritta da Caselli sulla sua bacheca, nelle ore in cui si diffondevano le notizie sull'assassino di Tolosa, killer di alcuni bambini alla scuola ebraica. Al commento di Caselli si è unito dopo poche ore quello del vicesindaco Menani: «Per chi uccide i bambini la pena di morte probabilmente è troppo leggera». Frasi dettate probabilmente anche dall'emotività per le raggelanti notizie che arrivavano dalla Francia. E mentre sulla bacheca del sindaco si moltiplica
no i "mi piace", arrivando a 110, il rappresentante di Italia dei Valori Raffaele Del Sante leggeva ed esplodeva: «Basta! Spiegategli che uno è sindaco e l'altro assessore alla sicurezza. Ce la prendiamo con altre culture e poi siamo ancora al medioevo. Ovviamente anche al post di Del Sante seguono numerosi commenti, alcuni pro e alcuni contro le parole di Caselli e Menani. In particolare, ricordando al giovane politico clell'Idv sua ormai imminente paternità, c'è chi gli parla da genitore (tra questi la consigliera Anna Maria Ansekmi della lista civica Per Sassuolo): «Raffaele, tra poco diventerai padre, dopo ne riparliamo», «Il solo fatto di avere un figlio - ribatte Del Sante - non ad porta a volere morto il suo eventuale assassino. Cosa ci guadagniamo a uccidere una persona? Due vite spezzate invece di una? E quale sarebbe il limite per definire un bambino? Ho sentito nei tg molti genitori che hanno vissuto questa tragedia, spiegare che erano concentrati sulla morte del figlio e che la fine dell'assassino non li avrebbe mai consolati. Non si può dirsi contrari alla pena di morte e poi approvarla per casi particolari. Lasciamo che di giustizia si occupi chi ha la capacità per farlo». «Sono contraria alla pena di morte sempre e in ogni circostanza - commenta la consigliera del Pd Giulia Pigoni, che ha assistito senza intervenire alla polemica via Facebook - ma soprattutto credo che le istituzioni debbano sempre essere terze e che argomenti di tale delicatezza non vadano affrontati sull'onda dell'emotività e della demagogia. Ci sono sedi opportune in cui confrontarsi su temi anche così gravi, ma affidare simili dichiarazioni a Facebook mi pare sbagliato da parte di chiunque e a maggior ragione da parte di chi rappresenta l'istituzione ».dalla Gazzetta di Modena del 23/03/2012
“Quel tatuaggio, ci ha tatuato l’anima”. Così parlano i sopravvissuti ad Auschwitz. Voci senza rabbia, piene di emozione e commozione al ricordo dei giorni nei campi di concentramento. Storie di vite passate a cercare di dimenticare gli orrori e gli errori di un’umanità macchiata per sempre dall’assurdità della Shoah.Da cosa è nato quell’odio? Dove è stato seminato il seme dell’odio? Forse nella paura. Sicuramente nell’indifferenza.
Nella “Giornata della Memoria” veniamo catapultati in una storia dalla quale troppo spesso ci sentiamo distanti, una storia che ci sembra lontana. Impossibile.
Accettare che questo orrore è vicino, cronologicamente e geograficamente, non può che renderci vigili e attenti, affinché quei sentimenti non trovino più spazio. Alimentare e fomentare la paura del diverso, significa dimenticare quello che è successo nei campi di concentramento. Significa dimenticare che la nostra società è stata un tempo capace di accettare l’odio, sotterrare il sentimento della solidarietà, essere indifferente alla sofferenza, al dolore e a quelle urla dai treni che hanno attraversato mezza Europa senza essere fermati.
E’ nostro il compito di ricordare quelle morti immotivate.
E’ nostro il compito di non dimenticare.
(Giulia Pigoni, Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico)
Il 2011 è certamente stato l’anno orribile per le poste di San Michele: due rapine di cui una a mano armata, tanti cambi di personale e, inevitabilmente, qualche ricaduta sulle efficienza del servizio offerto alla cittadinanza.
Di tutto ciò ho parlato nei giorni scorsi con la responsabile provinciale di poste italiane dr.ssa Patrizia Zanoli. E’ stato un colloquio cordiale e sincero, dove ho evidenziato una situazione che mi preoccupa anche per le numerose segnalazioni degli abitanti di San Michele che mi hanno spinta a favorire questo incontro.
La responsabile si è assunta alcuni impegni precisi, come in particolare garantire durante il 2012 la sostituzione della porta d’ingresso con una più sicura sul tipo degli sportelli bancari. Potrebbe essere utile anche un impegno dell’amministrazione comunale a finanziare l’installazione delle telecamere davanti all’ufficio postale per garantire un maggiore controllo dell’area.
Rimango a disposizione di tutti i cittadini di San Michele per raccogliere segnalazioni ed eventuali proposte per migliorare la qualità del servizio offerto.
Giulia Pigoni
Consigliere comunale PD Sassuolo
La violenza sulle donne è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni; sempre più spesso la vittima vive sotto lo stesso tetto dell’autore della violenza, a simboleggiare che questo fenomeno appartiene più alla normalità che alla patologia. Le vittime sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Questa violenza si annida nello squilibrio relazionale tra i sessi.
Ci sono donne uccise perché uomini vogliono la loro obbedienza, messe a tacere per sempre perché rivendicavano la libertà di pensare e di agire; donne che vivono in comunità patriarcali dove è impedita ogni ipotesi di emancipazione; donne che causa ribellione alle regole dettate anche dalla religione sono soggette a violenze non solo per motivi sessuali, ma anche dettate dall’imposizione di una cultura repressiva, che non permette loro di vivere liberamente la propria femminilità e sessualità.
Non ci sono scusanti, dobbiamo condannare ogni genere di violenza, sia essa sessuale, fisica, economica e/o psicologica.
Gravi episodi di violenza familiare sono purtroppo ancora all’ordine del giorno nel nostro Paese, lo testimoniano anche i dati forniti dal Prefetto di Modena all’ultimo Consiglio Provinciale che ci segnalano l’aumento delle denunce. Le violenze non hanno né colore, né religione, né etnia, ma partono da una mancata educazione al rispetto dell’altro, spesso donna.
Voglio lanciare un appello a tutte quelle donne che hanno subito o stanno subendo qualsiasi tipo di violenza: non abbassate mai la testa, trovate dentro di voi il coraggio della condanna, che è anche coraggio della testimonianza. Siate forti perché “una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole”.
(Giulia Pigoni, Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico)
Voglio esprimere, a nome del gruppo consigliare PD, grande soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno nel Consiglio comunale di ieri. Abbiamo chiesto e impegnato la Giunta a farsi portavoce di una grande campagna di informazione sul tema della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. Vogliamo informare lavoratrici e lavoratori dipendenti di questo bando, che ha scadenza il 28 ottobre, attraverso il quale saranno stanziati finanziamenti per progetti presentati al Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Politiche per la famiglia,che permettano loro di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro. Finanziamenti che sono previsti anche per titolari di impresa, liberi professionisti e lavoratori autonomi che abbiano l’esigenza di farsi sostituire nell’esercizio della propria attività da un soggetto in possesso di adeguati requisiti professionali, autonomamente selezionato. Favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia è uno dei punti cardine per fare ripartire il mercato del lavoro ed è per questo che abbiamo voluto insistere perché anche a Sassuolo si facesse una campagna di promozione e sensibilizzazione su questo tema. Oggi l’Italia è ancora indietro rispetto a molti altri Paesi europei, dove avere figli lascia pressoché invariato il tasso della disoccupazione. Avere un figlio in Italia determina un calo dell’occupazione del 6,8% e addirittura del 15,7% nel caso di due figli. Bene ha fatto ieri sera il Consiglio comunale di Sassuolo ad approvare, a larga maggioranza, questo ordine del giorno, perché si possa dare visibilità ad un tema così caro alla cittadinanza del nostro Distretto. Ho fermissima infatti la convinzione che oggi ogni famiglia affronti questo tema con preoccupazione e attenzione particolare e che ogni amministratore dovrebbe fare tutto ciò che gli è possibile per promuovere una cultura che non imponga una scelta tra carriera professionale e vita privata. In questa direzione, il Consiglio comunale ieri ha fatto un piccolo passo. Giulia Pigoni
Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico
ORDINE DEL GIORNO GRUPPO CONSIGLIARE PDIL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
INTERROGAZIONE CONSIGLIARE
A risposta orale e scritta
SULL’IMPIANTO DI TRIGENERAZIONE AL POLO SCOLASTICO
PREMESSA
Durante l’ultimo consiglio comunale è stato approvato il PAES (Piano di azione per l’energia Sostenibile) che ha l’obiettivo di garantire la riduzione dell’emissione di Co2 nel Comune di Sassuolo entro il 2020. Quasi il 40% di questa riduzione è affidata alla realizzazione di un impianto di rigenerazione a biomassa che andrà a servire il polo scolastico e il polo sportivo di Sassuolo.
OSSERVATO CHE
In una recente dichiarazione l’assessore all’ambiente sostiene che tale progetto è già in fase piuttosto avanzata essendo stati già realizzati la due diligence (!?) e lo studio di fattibilità tecnico economico.
VALUTATO
Il progetto di grande interesse e anzi, constatato con rammarico che l’assessore non ne ha fatto cenno nel suo intervento in Consiglio Comunale scorso,
CONSIDERATO CHE
I tecnici i fasi di illustrazione hanno affermato che il progetto non prevede in un primo momento il coinvolgimento della provincia proprietaria degli edifici scolastici presenti al polo. Mentre l’assessore nella sua dichiarazione afferma che l’impianto coinvolge anche gli istituti provinciali
CHIEDE DI SAPERE
-I contenuti della due diligence, da chi è stata redatta
-i contenuti dello studio di fattibilità tecnico economico dello stesso
-chiede una copia di entrambi i documenti
-Se è stata o meno coinvolta la provincia in questo studio
Sandro Morini
Giuseppe Megale
Giulia Pigoni
INTERROGAZIONE CONSIGLIARE
A risposta orale e scritta
CONSIDERATO CHE
-Da diversi anni, durante le domeniche di ottobre è attivo il servizio di trasporto pubblico gratuito, che inspiegabilmente quest’anno non viene mantenuto. Il tutto naturalmente senza dare la minima informazione ai cittadini.
CONSIDERATO ALTRESI’
-i dati del PRONTOBUS di Montegibbio, che testimoniano uno scarsissimo interesse per lo stesso servizio, evidenziando un servizio non richiesto e quantomeno non utilizzato dai residenti di Montegibbio
CHIEDE
-Le motivazioni per cui è stato sospeso il servizio di trasporto pubblico per le domeniche di ottobre
-Quando e se l’amministrazione comunale di Sassuolo intende chiudere il servizio di pronto bus di Montegibbio
Sandro Morini
Giulia Pigoni
Giuseppe Megale